“Si, sono d’accordo, sono arrivato in ritardo, però voi vi siete mangiato tutto, mi avete lasciato solo gli avanzi!” Questa la dichiarazione di Giorgino, nella chat, della Classe V sezione A
Abbiamo fatto diverse cene con i compagni del liceo: quella dei vent’anni dalla maturità, quella dei trent’anni e quella dei quarant’anni. Tutti sempre presenti, che non ne ha sbagliato uno di quella quinta sezione A del Liceo scientifico Augusto Righi di Cesena.
Ormai al traguardo della pensione, quelli che per me sono tutti fratelli e sorelle e popolano i miei ricordi e i tanti file di memoria dedicati, così a cinque anni dall’ultimo incontro, con il pretesto di qualche giorno di vacanza a Cervia della Sissi, che abita e lavora a Milano, abbiamo colto l’occasione per trovarci il giovedì 25 luglio con quelli di Cervia, naturalmente estendendo l’invito a tutti gli ex compagni di classe
Quelli di Cervia, che poi sono sempre stati un quintetto ( Rez, Zauli, Polly, George e Io), che però io ci metto dentro anche l’Alice che con me e Giorgino ha fatto anche le medie e con quest’ultimo, io ho fatto anche le elementari e anni di università.
Azzeccatissima la scelta del locale, da parte di PolliZolli : l’Osteria da Paia, qualche kilometro all’interno, nella campagna cervese, dove inizia la centuriazione romana e al confine con l’antica salina di Cervia. Il bel giardino interno protetto da curatissime piante e siepi, arredo di design di recupero e luci d’atmosfera, ci ha offerto uno spazio intimo al di fuori delle tante proposte balneari. Gestione familiare impeccabile che può contare da parte del titolare di un genoma composto dai cromosomi dei più antichi ristoratori e albergatori della citta del sale.
Il menu dell’osteria è ricco di proposte di carne e di pesce di qualità con un ‘attenzione anche ai vegetariani.
Non e’ per tutti ordinare i piatti con la consulenza personalizzata di un noto cardiologo che indirizzava le scelte in base alle diverse esigenze e ha composto le diverse proposte presentate con alimenti ricchi di omega 3 e con la raccomandazione di andare giù con le bollicine ghiacciate per sciogliere eventuali grassi.
Alicine d’argento luccicanti marinate che sono volate via, alicette fritte con cipolla rossa, insalatine di gamberi e fischioncini gratinati da gran sera con zucchine , hummus , polpettine di ceci con la sua salsina, cotoletta di melanzane che se l’è giocata alla pari con una petroniana. Pane fatto in casa. Pizze e schiacciatine con una lievitazione di settantadue ore per far compagnia ai piatti e nell’attesa.
Sorbetti al caffe, zuppa inglese degna di menzione. Amari del capo e vasetto di rotelline di liquerizie, che dopo una veloce anamnesi, il professionista della salute ci ha costruito il quantitativo personalizzato in centimetri, srotolando la nera rotellina per il fine pasto. Bella serata di ricordi e di risate in preparazione della prossima data. Poi è venuto anche Mazzia che poi si è scoperto che era Teti.
Trimalcione avrebbe apprezzato.
i piedi si sono piegati nella traduzione latina e come sempre abbiamo pregato nel campi come Cincinnato per colpa di una eccessiva fretta nella copiatura con una a che è diventata uno o. Abbiamo nuotato dietro la lunga finestratura in alto che serviva a far prendere luce all’aula, proprio dietro la cattedra e se si veniva sostenuti da lunghe braccia, sembrava proprio, guardando dai banchi interni di veder il proprio compagno o compagna sospeso e quindi come dentro un acquario poteva nuotare e fare evoluzioni, proprio come la nostra Sissi , degna di una nereide durante qualche lezione.
Gli aneddoti sono volati come coriandoli colorati, noi previlegiati che a sedici anni venivamo trasportati da un’Apecar con marce e volante, a due posti, che poi i posti diventavano sempre tre e in primavera anche di più sul cassone esterno e di quelli privilegiatissimi che hanno provato l’esperienza di viaggio mentre il mezzo di rovesciava e di sfrecciare parallelamente con il viso a pochi centimetri dall’asfalto .In attesa della edizione invernale tutti insieme, sono tornato a casa e ho dormito bene. Nel sonno mi hanno anche interrogato in storia sulla defenestrazione di Praga, ma la sapevo, ho accarezzato derivate ed integrali e mi è venuto a trovare Babel insieme a Zauli. Mi ha svegliato un nostro compagno che è entrato in classe sfondando la porta e finendo sui primi banchi, travolgendo tutto e tutti., spinto violentemente dopo una corsa di alcune decine di metri nel lungo corridoio da un altro compagno leggermente fisico e burlone. “ Potevi almeno bussare” ha sentenziato imperturbabile il professore di filosofia, in giacca e cravatta, con i capelli bianchi e gli occhi azzurri, non facendo una minima piega , come un novello Democrito.

